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Video virali: la richiesta “impossibile”

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Capita di vedere un video su Youtube con milioni di visualizzazioni e di dire “anche io vorrei un video così”: alcuni di questi sono i clienti di Starbytes che si sono rivolti alla nostra community di videomaker per ottenere i cosidetti “video virali“.

Ma vorremmo fare una piccola premessa: con “video virali” ci si riferisce a quei filmati che hanno acquisito un enorme popolarità attraverso la condivisione e lo “scambio” su internet. Da questa definizione si dovrebbe subito intuire che “richiedere” ai videomaker dei “video virali” equivale a chiedere un “sito web che faccia vendere” oppure una “campagna stampa che finisca su Archive“.

Richieste (per quanto ambiziose) legittime ma che non dovrebbero precscindere dai contenuti, dal messaggio, dai toni e dello stile per il quale si realizza il video, il sito o la campagna stampa.

Questi sono le basi e i “punti di partenza”, e non sempre si hanno a disposizione i mezzi e i “testimonial” come in questo recente video virale apparso durante il Super Bowl prossimo ai 2 milioni di visualizzazioni prima che venisse rimosso (per i nostalgici è un “inno” agli anni ’80).

Quando si parla di video virali si fa riferimento al risultato e alla diffusione che questi video avranno un arco di tempo variabile. Quindi sarebbe più corretto dire video “potenzialmente” virali, ovvero con determinate caratteristiche che si prestano a far si che il video sia spontaneamente condiviso sui social network e su Youtube.

Non vogliamo fare della retorica, semplicemente questa premessa nasce dalle diverse aspettative dei clienti che, anche nei contest su Starbytes, figurano tra le richieste dei brief. A volte si realizzano “video virali” senza volerlo e, viceversa, alcuni video non raggiungono il target e la diffusione a cui si puntava in fase realizzativa. Questo perchè ci sono tante (troppe) variabili che determinano il successo e quindi la viralità di un video.

Ma quali sono le caratteristiche dei video virali, o meglio potenzialmente virali? Vediamo alcuni esempi di video e cerchiamo di capirne le peculiarità.

Video virali: la richiesta “impossibile”

Il popolare sito Ninjamarketing ha pubblicato una classifica dei 10 video più virali del 2013. Tra questi figurano video musicali, spot pubblicitari e video sportivi. Alcuni di questi video erano “pre-destinati” al successo, altri invece hanno avuto una buona spinta mediatiaca, mentre altri ancora sorprende che abbiano raggiunto questo numero di visite.

Tra i “pre-destinati” c’era sicuramente il video di Volvo con Jan Claude Van Damme.

In questo articolo di Millionare ci sono alcune linee guida su come produrre video virali e anche una analisi con esempi di casi di successo. Tra questi vorremmo porre l’attenzione su:
titolo – sopratutto se no nsi ha la “spinta mediatica” di uno spot del Super Bowl il titolo è una pedina fondamentale, quasi quanto la ricerca “keyword” in vista di una campagna adwords
durata – non c’è un minutaggio fisso, può essere variabile ma è fondamentale che il video catturi subito l’attenzione e generi “aspettative” (primi secondi) se si vuole che l’utente arrivi al minuto e continui a guardare il video incuriosito
il messaggio – come in tutte le campagne di successo il messaggio deve essere unico e chiaro, non necessariamente deve essere “urlato”, difficilmente un video troppo “pubblicitario” diventerà un video virale
la leva – sia che si tratti di una “leva” emotiva, una leva “comica”, una leva “coinvolgente”… deve esserci questo “qualcosa” in più che colpisce lo spettatore a condividere il video.

Anche l’Huffington post ha fatto una sua lista di video virale, molti di questi puntano sulla leva emotiva.

Quindi la prossima volta che si commissiona un video sarà possibile richiedere un video “potenzialmente” virale, così da non esagerare con le aspettative ribaltando il “fardello” dei risultati solo sui creativi e videomaker.

Buona visione

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