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3 cose fondamentali da sapere per sviluppare un assistente vocale digitale

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Nel mondo ci sono milioni di persone che ogni giorno non sono in grado di eseguire le azioni più banali perchè affette da qualche forma di disabilità. Per fortuna il progresso tecnologico offre loro una speranza. Speranza che negli ultimi anni si è fatta decisamente concreta e reale grazie allo sviluppo di dispositivi e applicazioni che implementano un assistente vocale capace di aiutare queste persone.

Purtroppo però l’integrazione di questi sistemi vocali all’interno delle più grandi piattaforme digitale non è ancora ottimale e il loro utilizzo anche alquanto scarso da parte di quegli utenti che ne potrebbero trarre grande beneficio. Evidentemente c’è ancora tanto lavoro da fare per gli sviluppatori di app vocali al fine di migliorare l’esperienze d’uso e in particolare l’interazione tra uomo e intelligenza artificiale (perchè di questo di fatto si tratta).

E allora cerchiamo di capire quali sono i tre aspetti sui quali occorre concentrarsi per poter sviluppare sistemi di vocal assistant migliori e più “vicini” all’utente finale.

Sviluppare un assistente vocale: quello che devi considerare

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Partiamo da un dato di fatto inoppugnabile: la tecnologia c’è e funziona. Occorre solo metterla al servizio di chi ne ha bisogno. Le funzioni implementabili sono migliaia e già tutte perfettamente funzionanti. Quello che occorre fare è cercare di capire “come” implementarle in modo da rendere l’esperienza d’uso più fluida possibile. L’accessibilità personalizzata e personalizzabile, dunque, deve essere il primo aspetto sul quale concentrare gli sforzi.

assistente vocaleAllo stato attuale gran parte del “lavoro” necessario per l’utilizzo di uno assistente vocale è a carico dell’utente finale. Questo significa che l’utente deve fare un grande sforzo mentale per capire come attivare una funzione specifica in grado di svolgere l’azione particolare richiesta. Manca la consapevolezza della mappatura mentale da utilizzare. Questo è un aspetto sul quale soffermarsi. Ad esempio: si potrebbe riprendere l’organizzazione classica ipertestuale del web, predisponendo una classificazione ad albero delle funzioni attivabili in modo che l’utente abbia ben chiaro in mente come richiamarle.

Un terzo aspetto sul quale indirizzare gli sforzi è la comunicazione non verbale. Un assistente vocale oggi è in grado di riprodurre abbastanza fedelmente la voce umana, cambiando all’occorrenza anche tono di voce, velocità e rumori di esitazione tipici della parlata umana. Tuttavia non può riprodurre la gestualità e le espressioni del viso che hanno un ruolo fondamentale nel dialogo tra persone. Una possibile via di sviluppo potrebbe essere quella di creare dispositivi che oltre a “parlare” agiscono e inviano segnali non verbali visibili all’utente finale.

Perchè tutto ciò? Perchè più una conversazione appare umana, più diventa semplice comunicare e veicolare emozioni oltre che semplici informazioni.

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