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Starbyter in evidenza: intervista a Donatella Buratti

Starbyter in evidenza: intervista a Donatella Starbyter in evidenza: intervista a Donatella

L’intervista di oggi vede come protagonista Talea, alias Donatella Buratti copywriter ed esperta in pubbliche relazioni. Grazie alla sua esperienza ultra ventennale del mondo della comunicazione, si è aggiudicata la vittoria di ben 5 contest sui 211 a cui ha partecipato. Ma scopriamo insieme qualcosa di più su di lei. 

  • Come hai iniziato a lavorare nel web e graphic design e da quanto tempo lo fai? 

Il mio incontro con il web e le sue potenzialità risale al 1995, anno in cui ho iniziato a lavorare come responsabile marketing in un’azienda informatica specializzata nella creazione di software gestionali e poi divenuta punto di riferimento per l’implementazione di applicazioni web based e sviluppo siti. Nel 2000 un mio progetto ha vinto l’IBM e-business award. Ma da allora tutto è cambiato. Ora quel progetto sembra così ingenuo.

  • Lavori in team o da solo? 

La scrittura è la mia grande passione. Nel 2012 ho fondato la mia agenzia di comunicazione e pubbliche relazioni. Lavoro in co-working quindi, pur essendo da sola a gestire la mia attività, ho il privilegio di potermi confrontare con altre professionalità.

  • Quali sono i tuoi punti forti? 

Sono una persona con numerosi interessi, curiosa nel senso che voglio approfondire e non fermarmi mai agli aspetti più superficiali ed evidenti, senza essere pedante o inopportuna, naturalmente.
Mi piace vedere come funzionano le cose, capire come sono organizzate le aziende o come lavorano altri professionisti con cui collaboro. Occupandomi di relazioni pubbliche, comunicazione, ufficio stampa è necessario avere una visione completa di ciò che si sta comunicando. Nell’interesse del cliente. Penso che il sapere sia infinito e non si è mai competenti o eruditi abbastanza. Per questo è necessario mai smettere di imparare e avere sempre un atteggiamento di grande umiltà che ci porta, imparando ad ascoltare gli altri, a essere empatici.

  • Descrivici una tua tipica giornata di lavoro. 

Non esiste una tipica giornata di lavoro! Seguo progetti differenti che richiedono un’attenta pianificazione e poi ecco che arriva sempre l’e-mail, il messaggino o la telefonata che scompiglia i piani. E allora quello che era in programma slitta e la giornata si allunga diventando… nottata.

  • Dove prendi ispirazione per i tuoi progetti? 

Mi piace osservare quello che mi circonda, essere immersa nella quotidianità e ogni cosa può rappresentare uno spunto creativo da elaborare: un libro, un fatto di cronaca, una ricetta di cucina, uno scambio di battute ascoltato al bar. Magari seguo un’ispirazione o un’idea che non porta a nulla di buono, ma intanto ho imparato qualche cosa in più. E poi c’è il web con i miliardi di percorsi che possono essere seguiti alla ricerca di uno spunto, di un’idea, a partire dai motori di ricerca.

  • Ci puoi far vedere i tuoi migliori progetti e le tecnologie utilizzate 

Sono orgogliosa di avere collaborato alla ricerca del nome per una nuova azienda nel settore della piccola pelletteria che recupera pellame destinato alla discarica. Una materia prima recuperata, portata a nuova vita. L’idea del fondatore si basa sui principi di economia circolare e sostenibilità ambientale, tematiche a me molto care, che si uniscono alla creatività e alle tecniche artigianali di cui in Italia si è maestri. Per questo ho proposto, tra gli altri, il nome RIGENERI, che è piaciuto al committente del contest.

  • Perché, secondo te, per un’azienda è fondamentale avere il nome giusto per un’azienda? 

Nel nome è racchiusa la filosofia dell’azienda, non necessariamente quello che fa, ma i suoi intenti. Ecco, il nome giusto dovrebbe essere una dichiarazione di intenti nei confronti di tutti gli interlocutori, dai clienti agli investitori. Dovrebbe ispirare fiducia perché il nome è la base su cui costruire la reputazione dell’azienda o del prodotto.

  • Come hai conosciuto Starbytes e perché hai iniziato ad usarlo? 

Ero alla ricerca d’ispirazione. Collaboravo alla stesura del business plan per una nuova azienda e i clienti mi hanno chiesto di aiutarli a trovare il nome. Ho fatto alcune ricerche su Internet, ho trovato Starbytes e mi si è aperto un mondo.

  • Quali sono i benefici che ne hai avuto? 

Da curiosona, sempre alla ricerca di cose nuove e approfondimenti, Starbytes mi permette di conoscere nuove realtà, settori di cui ignoravo l’esistenza e nuove sfide per trovare, meglio dire cercare di trovare, il nome giusto. Mi piacerebbe che tra noi starbyters ci potesse essere collaborazione, la possibilità di “fare rete”, collaborare in gruppo a certi progetti.

  • Alla luce dei tuoi successi sul sito, cosa consigli ai tuoi colleghi su Starbytes per riuscire a migliorarsi? 

Credo che alla base ci debba essere sempre il rispetto per il cliente e per i suoi interlocutori. Nella lista delle priorità al secondo posto deve figurare l’informazione, la ricerca e l’approfondimento. La creatività viene dopo, anche dopo il rispetto per la lingua, troppo spesso “violentata”. Mi permetto di suggerire di non innamorarsi delle proprie idee. Anche se si partecipa a un contest, non è un gioco. Non conosciamo il committente, ma dobbiamo sempre ricordare che è un imprenditore che sta investendo risorse e idee e che il suo successo dipende in buona parte dal nome giusto che noi troviamo. Spesso un’impresa non decolla anche per colpa del nome che non sa parlare ai clienti, perché fuori contesto o con doppi sensi che possono fare sorridere in un primo momento – specialmente quando il cliente sceglie il nome premiando la spigliatezza dello starbyter che ha elaborato un divertente gioco di parole – ma risultare stucchevoli nel tempo.

 

Ringraziamo ancora una volta Donatella per la sua disponibilità facendole un grosso in bocca al lupo. 

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