Vita da Freelance

Starbyter in evidenza: Luca Radice

In pricipio c’era Iamasource e già da allora il nostro Starbyter della settimana aveva capito l’importanza e il divertimento di partecipare ai contest di grafica che si sarebbero poi evoluti per diventare i pilastri fondamentali di Starbytes.
Lui si chiama Luca Radice, alias Lukadesign e dopo il diploma allo IED ha potuto ufficialmente dedicarsi alla passione che lo ha accompagnato fin da bambino: la Grafica.
Negli anni ha accumulato esperienza e saggezza su come affrontare le gare creative di Starbytes e oggi ce le racconta dispensando preziosi consigli a tutti i suoi colleghi della community.
Lasciamo la parola a Lukedesign, ringraziandolo per il suo contributo e per aver condiviso con noi il suo punto di vista.

Come hai iniziato a lavorare nella grafica e da quanto tempo lo fai?
Ho iniziato a lavorare ufficialmente da professionista nel 1995 dopo il diploma allo IED di Milano, ma in realtà, probabilmente, Grafico nella mia testa lo ero già fin da ragazzino nonostante i mie studi mi avessero momentaneamente allontanato dalla strada “artistica”.

Lavori in team o da solo?
Sono libero professionista e come tale mi è capitato di lavorare sia da solo che in team. Onestamente, dipende dai progetti, il lavoro in team è forse l’opzione migliore, perché costringe al confronto con le differenti opinioni di colleghi e/o direttori artistici e abitua a sviluppare il giusto senso critico verso le proprie creazioni: ti abitua in sostanza a capire che il fine ultimo è “comunicare” a livello visivo e concettuale in modo preciso e mirato, non quello di difendere a tutti i costi il proprio operato solo perché fatto da noi… Se non funziona, se non comunica correttamente è sbagliato. Questo aspetto spesso viene meno quando si lavora da soli, li non c’è nessuno al nostro fianco (tranne il cliente finale) che ci possa contraddire e non sempre è un bene.

Quali sono i tuoi punti forti?
Difficile dirlo… Penso però che ci sia una parola che faccia ben intendere quale sia la forza di noi Grafici… e questa è: PASSIONE.
Questo è un lavoro che non potrebbe essere svolto senza questo ingrediente.
Senza passione penso sia impossibile perpetuare la continua ricerca di nuove tendenze, di nuove tecniche e tecnologie, non appena si ha un minuto libero ( di giorno o di notte).

Descrivici una tua tipica giornata di lavoro.
Lavorando in proprio, come si sa, gli orari non sono sempre gli stessi. Non ci sono le canoniche 8 ore, ci sono giorni nei quali si sta meno davanti ad un monitor, ma si lavora ugualmente, anche con la testa anche davanti ad una vetrina, ad uno scaffale di un negozio guardando distrattamente prodotti, analizzando grafiche e stili in modo magari inconscio, ma sempre attivo. Poi magari si seguono tutorial di aggiornamento durante le pause lavoro o di sera/notte quando si ha la necessità o l’ispirazione… ed ecco che le canoniche 8 ore si gonfiano a dismisura.

Dove prendi ispirazione per i tuoi progetti?
Da tutto ciò che ci circonda. Devo dire poi che la rete oggi offre un mondo di spunti, ma bisogna anche stare molto attenti perché spesso questo mondo non è poi così grande se la ricerca si ferma solo ai primi risultati. Spesso e ho avuto modo di costatarlo durante la partecipazione a vari contest, ci si trova tutti a consultare le stesse fonti se non si approfondisce la ricerca e se non ci si pone in modo onesto davanti a ciò che si trova.
La rete, i libri d’arte grafica, la realtà in sè possono darci spunto per un nuovo lavoro, bisogna però essere molto attenti ed onesti nel valutare la sottile differenza che c’è tra ispirazione e plagio.

Ci puoi far vedere i tuoi migliori progetti e le tecnologie utilizzate?
I migliori progetti, i più belli e gratificanti, come dicono gli sportivi, saranno i prossimi… forse perché la nostra mente è libera di progettare ‘’budget free’’ e di sperimentare tecniche e materiali di alta qualità. Poi però ci si scontra con la realtà del mondo del lavoro e devo dire che purtroppo raramente mi è capitato di riuscire a portare in stampa un lavoro così come lo avevo progettato (intendo relativamente alla qualità dei materiali previsti e alle aspettative di progettazione). Alla fine i costi, da ottimizzare in stampa, condizionano spesso il “progetto perfetto”.
Nel mio portfolio potete vedere alcuni lavori. Purtroppo un lavoro veramente curato lo stiamo terminando (dopo quasi 2 anni) proprio in questi ultimi mesi e per ovvi motivi di privacy non posso al momento mostrarlo. Posso solo dire che in questo caso ci si è avvicinati veramente al “progetto perfetto”, grazie al lavoro in team di noi grafici e di un reparto marketing molto scrupoloso.
Le tecnologie che utilizzo abitualmente sono le classiche del nostro mestiere: Illustrator, Photoshop, Indesign con l’aggiunta ove necessario e richiesto di strumenti di grafica 3D blender® molto utili per la presentazione mockup di packaging in studio ed in fase di prestampa.

Perché per un’azienda è fondamentale avere una bella immagine coordinata?
Perché l’immagine è lo specchio dell’anima e di conseguenza lo specchio di un’azienda. Anche se molti sottovalutano questo aspetto e vivono essenzialmente il nostro lavoro come un costo devono rendersi conto che in realtà curare la propria immagine è un investimento. Non solo gli addetti ai lavori capiscono il valore dell’immagine aziendale ma anche chi non ha una particolare educazione visiva, senza volerlo, percepisce l’equilibrio grafico, cromatico e strutturale dell’immagine che ha di fronte e senza rendersene conto finisce per apprezzarla, dando il giusto valore all’azienda a cui è legata.

Come hai conosciuto Starbytes e perché hai iniziato ad usarlo?
Conosco Starbytes già da quando si chiamava Iamasource. Iniziai quasi per scherzo e senza particolari aspettative pensando che tanto non avrei mai vinto nulla… e invece le soddisfazioni sono arrivate.

Quali sono i benefici che ne hai avuto?
Il principale beneficio che ho ottenuto da questo sito non è come banalmente si può pensare il budget vinto o la soddisfazione della vittoria o di una buona votazione, ma l’abitudine che poi è diventata attitudine a non prendersela più a livello personale se un proprio lavoro non piace, mettere quindi da parte l’orgoglio o la testardaggine personale e rimettersi subito in gioco perché evidentemente quello che proponevamo non comunicava quello che il cliente ci chiedeva.

Alla luce dei tuoi successi sul sito, cosa consigli ai tuoi colleghi su Starbytes per riuscire a migliorarsi?
Consiglio, come dicevo, di non abbattersi e di continuare a provare perché questa è una palestra che serve a qualsiasi età. Serve anche solo per testare e allenare le proprie capacità e rendersi conto dei propri limiti e qualità e se poi arriva anche la vittoria tanto meglio.
Il consiglio più importante però è quello di affrontare un contest con la stessa attenzione e professionalità con la quale si affronterebbe un lavoro che ci viene commissionato, altrimenti, se si ha poco tempo da dedicarci, è meglio lasciar perdere perché la qualità del nostro lavoro ne risentirà e molto probabilmente (ma anche giustamente)… vincerà qualcun altro!

Grazie ancora per la tua testimonianza Luca, in bocca al lupo per i prossimi contest su Starbytes!

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