Naming

Scegliere il nome per un’azienda o per un nuovo prodotto: casi di successo e suggerimenti

A volte succede che nelle indicazioni fornite per la realizzazione di un nuovo logo si richieda (sbagliando) che questo abbia al suo interno elementi che gli conferiscano un valore comunicativo pari a quello di una campagna stampa: la stessa cosa può capitare per la ricerca di un nome per un’azienda o un nome per un nuovo prodotto.

Una nuova azienda, una start-up, un’impresa che deve lanciare nuovo prodotto… tutte realtà a cui serve un nome (o naming): il primo e più importante elemento identificativo che accompagnerà l’azienda o il prodotto nel tempo.

E che caratteristiche deve avere il nome? Ovviamente deve essere distintivo, originale, innovativo e magari anche dal suono accattivante, internazionale, un nome “che aiuta a vendere”. Basta? Forse no, perché la storia ci insegna che brand famosi hanno dietro di essi mille storie e sfaccettature diverse.

Scelta del nome aziendale: casi di successo.

Vediamo alcune storie curiose su “come nasce il nome di un brand” sperando che offrano spunti per la nostra community e per i clienti.

Iniziamo dal fondatore di Avon, noto marchio di profumi e cosmetici, che diede il nome all’azienda dopo un viaggio a Stratford upon Avon in Inghilterra. Rimase affascinato dal posto, e decise di chiamare proprio così la sua azienda.

Adolph Dassler battezzò la sua azienda “Adidas”, un neologismo derivante dalle iniziali del suo soprannome e le prime lettere del cognome.

I fondatori di Yahoo! lessero per la prima volta il nome ne “I viaggi di Gulliver”: con “Yahoo” si fa riferimento a persone brute, grossolane e rozze, un riferimento autoironico che i due fondatori hanno poi “rafforzato” attribuendo al nome la valenza di acronimo: Yet Another Hierarchical Officious Oracle! (ovvero “Di nuovo un altro invadente oracolo gerarchico!”).

Anche il nome Ikea è un acronimo composto da più elementi: le iniziali del fondatore (Ingvar Kamprad), la prima lettera del suo villaggio svedese natìo (Elmtaryd) e la prima lettera della località dove è cresciuto (Agunnaryd). Quasi un codice fiscale.

I nomi scelti per i brand Sharp e Canon hanno invece una storia simile.
La Sharp, azienda giapponese di elettronica, prese il nome dal suo primissimo prodotto creato nel 1915: una matita “sempre appuntita” (“ever-sharp” in inglese).
La Canon prese il nome dalla prima macchina fotografica realizzata dalla società che allora (1933) si chiamava Precision Optical Instruments Laboratory. Il modello era il Kwanon, termine giapponese per indicare la dea buddhista della misericordia.

I fondatori di quella che sarebbe diventata Hotmail vollero un nome che contenesse la parola “mail”. La scelta finale deriva dal fatto che il nome contiene le lettere “html”, ovvero un omaggio al linguaggio di programmazione che avevano utilizzato per realizzare la loro invenzione.

Soluzioni per trovare il nome per un’azienda o per un nuovo prodotto.

Le storie sono moltissime, ma oggi non tutti gli imprenditori hanno la fortuna di avere un vissuto, un background o semplicemente un cognome che ben si presta a rappresentare la propria attività (Google ci viene in aiuto con alcuni esempi curiosi, come per il sig. Casadoro, titolare di una agenzia immobiliare o l’avvocato Graziaplena Maria), e non tutti hanno la possibilità di fare subito grossi investimenti per la “brand awareness” del nuovo marchio/prodotto.

Una soluzione come quella dei naming contest su Starbytes permette quindi di valutare centinaia di proposte realizzate sulla base delle indicazioni fornite dal cliente. In questo modo gli spunti che arrivano dal contest possono “stimolare” la fantasia del cliente e nel momento in cui si legge un possibile nome per la propria azienda e si pensa “come ho fatto a non arrivarci prima?” la scelta è fatta. Scopri i 3 step per aprire un naming contest: clicca qui.

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