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Come nasce un’icona virale: il simbolo “Peace for Paris”

icona virale

Sebbene siano passati ormai diversi giorni dai terribili fatti di Parigi, l’emozione e lo sgomento per ciò che è successo sono ancora forti in ognuno di noi. Lungi dal commentare vicende che evidentemente non ci competono, dal nostro punto vista ci sembra tuttavia interessante analizzare alcuni fenomeni correlati a questo evento che rientrano nella sfera della creatività e della comunicazione tout court. In particolare desideriamo portare alla vostra attenzione il processo realizzativo sotteso alla creazione dell’ormai famosissima icona virale “Peace for Paris”: un simbolo grafico che per giorni e giorni ha invaso le bacheche social di milioni di utenti in tutto il mondo in segno di solidarietà verso il popolo parigino vittima degli attentati.

Icona virale: istinto ed empatia al servizio della creatività

La mente creativa che ha ideato l’icona virale “Peace for Paris” si chiama Jean Jullien, un graphic designer e illustratore francese di 32 anni che alla notizia delle stragi ha esternato le proprie emozioni nel modo per lui più congeniale. “Ero profondamente scioccato, triste e confuso – ha dichiarato in un’intervista via Skype rilasciata al sito fastcodesign.com – Essendo un illustratore, la reazione per me più naturale per comunicare il mio stato d’animo è stata quella di mettermi a disegnare.” E così Jean si è “armato” di carta e matita e ha iniziato a creare: “Volevo realizzare un segno di pace” ha rivelato a proposito dell’icona virale che combina il simbolo per eccellenza di Parigi, la Tour Eiffel, e il simbolo universale della pace. “è stata una reazione istintiva. Era la sola cosa che poteva venirmi in mente pensando ai miei cari a Parigi”. Istinto ed empatia, doti di cui un bravo disegnatore grafico non può fare a meno.

Il ruolo dei social media nella diffusione dell’icona virale

Il ruolo dei social media nella diffusione del simbolo grafico appena creato è stato fondamentale. Solo strumenti invasivi e pervasivi come Facebook, Twitter e Instagram avrebbero potuto diffondere quest’immagine in così poche ore nella bacheca personale di milioni di utenti in tutto il mondo. Ma è solo una questione tecnologica? Ovviamente no, secondo lo scrittore e studioso di fenomeni culturali Steven Heller: “Abbiamo bisogno di simboli per esprimere ciò che non riusciamo a dire. (…) Le immagini sono perfette per definire e descrivere tragedie e altri avvenimenti grandiosi.” E questo è ciò che è avvenuto anche con “Peace fo Paris”: milioni di utenti hanno pubblicato la creazione di Jean Jullien sul proprio profilo al solo scopo di esprimere solidarietà e vicinanza al popolo parigino, condividendola con gli altri utenti online.

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