Vita da Freelance

Come riuscire a gestire un cliente ansioso e un po’ schizofrenico

cliente ansioso

Per chi gestisce un’attività in proprio, in qualsiasi campo, il rapporto con il cliente è forse una delle attività più complesse con cui si trova a dover fare i conti in quanto – è bene saperlo – il cliente perfetto non esiste. Se sei un freelancer con un po’ di anni di esperienza alle spalle ti sarà certamente capitato di aver a che fare con clienti di tutti i tipi, ognuno dei quali ha richiesto un trattamento particolare da parte tua. Nel corso del tempo avrai probabilmente imparato a capire le tipologie di comportamento e ad adottare le opportune contromisure. La tipologia del cliente ansioso è senza dubbio una delle più difficili da trattare e da gestire. Cerchiamo di capire per quale motivo e soprattutto come far fronte a questa complessità relazionale.

Come alleviare i dubbi e le paure di un cliente ansioso

cliente ansiosoLo avrei certamente capito: quello ansioso è il classico cliente che può chiamarti (ed effettivamente lo fa) ad ogni ora del giorno e della notte, incurante delle tue esigenze ed esclusivamente concentrato sui propri bisogni, o sarebbe meglio dire le proprie paure. Come arginare la sua schizofrenia e controlllare la sua ansia da panico? Cerchiamo di capire innanzitutto da dove ha origine tutta questa inquietudine.

Quando si lavora con un freelancer per la prima volta è abbastanza nutrire qualche dubbio o preoccupazione. Spesso infatti il cliente si domanda: “Ho contattato il professionista giusto? Sarà davvero in grado di capire le mie esigenze? Ha competenze adeguate all’obiettivo?”

Questa diffidenza che inevitabilmente fomenta il cliente ansioso, può essere facilmente alleviata attraverso la tecnica dell’update continuo, ovvero mostrando regolarmente le azioni compiute sul progetto e i risultati ottenuti. Un modo concreto per farlo, ad esempio, è quello di condividere un documento Google in cui passo dopo passo vengono annotate tutte le azioni.

L’incapacità del cliente ansioso di distinguere tra priorità e urgenze

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Un secondo fattore che di solito scatenare le ansie del cliente è rappresentato dalla non corretta valutazione delle emergenze e dall’incapacità di distinguere tra i concetti di priorità e urgenza. Al classico cliente ansioso, infatti, tutto appare urgente, mentre in verità, come ben sanno i freelancer, la realizzazione di un progetto esige una corretta pianificazione delle azioni in grado di marcare una netta distinzione tra priorità, ossia le azioni fondamentali e necessarie per il compimento del lavoro, e urgenze, ovvero quelle azioni che non sono fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo ma che le circostanze e il contesto comunque impongono.

Il modo più efficace per gestire questo fattore di ansia nel cliente è quello di fargli comprendere come il doversi occupare di un’urgenza comporta necessariamente il procrastinamento della deadline. Un altro aspetto su cui egli si dimostra particolarmente sensibile è quello del costo: prova a fargli capire che le azioni non previste dal piano di lavoro richiedono comunque tempo e che quindi hanno un costo. Così come le continue telefonate che sei costretto a subire ad ogni ora del giorno…

Conclusione: è giusto farsi carico di un cliente ansioso si o no?

Quindi se ti capita spesso di aver a che fare con un cliente ansioso che ti fa perdere tempo con cose inutili o poco importanti, ti consigliamo ti tenere traccia di tutte le richieste e di condividere con lui il documento in modo che possa rendersi effettivamente conto dello stress e dell’ansia a cui ti sottopone. In conclusione, non c’è motivo di evitare questo tipo di clienti (purchè paghino bene, s’intende); tuttavia occorre mettere in atto piccole strategie così da arginare la loro preoccupazione e la loro inquietudine.

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