Sviluppo Web

L’errore capitale che un UX developer non deve mai fare

ux developer interfaccia

Tra gli UX developer si discute assai spesso su quelli che sono i fattori principali in grado di determinare una buona esperienza di navigazione per l’utente finale. E difficilmente si trovano d’accordo. Infatti, in qualità di esperto in materia, ognuno di loro ritiene di avere la ricetta giusta per realizzare l’interfaccia migliore in assoluto. La verità però è un’altra: nessuno può stabilire a priori uno standard senza considerare l’unico vero fattore da considerare sempre. Ovvero l’utente. Ma non un utente qualsiasi, bensì il profilo di utente ideale che si intende catturare con quel determinato business.

L’utente ideale: il vero obiettivo di un bravo UX developer

ux developer utenteQuesto insomma è l’errore più grande che un UX developer non dovrebbe mai fare, ossia sviluppare un’interfaccia senza profilare in maniera dettagliata il tipo di utenza a cui è destinata. Ma prima di approfondire il discorso, vediamo insieme alcuni numeri che rendono bene l’idea delle conseguenze derivanti da una user experience sbagliata, non focalizzata sull’utente ideale:

L’88% degli utenti che vivono una esperienza di navigazione non soddisfacente non tornano su quel sito o app.

Il 79% si rivolge ad altro sito o app per raggiungere l’obiettivo prefissato.

Il 60% degli utenti non converte a causa di una cattiva user experience.

Solo questi 3 dati dovrebbero farci capire dell’importanza di sviluppare un’interfaccia sì usabile, ma usabile per una determinata categoria di utenti. Una delle regole fondamentali del business infatti è che non si può piacere a tutti. Se piaci a tutti non piaci a nessuno. Occorre pertante “verticalizzare” e costruire un’esperienza di navigazione in grado di assecondare i bisogni del cliente ideale.

Il caso Facebook

Per un UX developer questo non significa semplicemente ascoltare ciò che dicono gli utenti. La costruzione del profilo ideale passa anche e soprattutto attraverso un’analisi meticolosa e attenta dei dati di navigazione. Un caso eclatante è stato quello di Facebook. Nel 2006 quando si decise di lanciare il newsfeed e il mini feed ci fu quasi una sollevazione popolare tra gli iscritti al social. Eppure Zuckerberg decise di non ascoltare le lamentele degli utenti, forte dei dati che aveva in mano e dell’utente ideale che voleva raggiungere.

Poi sappiamo tutti come è andata a finire…quasi 2 miliardi di utenti ideali!

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